Il successo e la notorietà della civiltà maya si devono ad un numero: 2012. Un numero che negli ultimi tempi ha generato timore e fascino assieme. Tutti noi abbiamo sentito parlare almeno una volta della cosiddetta profezia maya sulla fine del mondo, il 21 dicembre 2012. Si tratta di un argomento ormai abusato, che nasconde in realtà il vero fascino di questa antica civiltà, capace ad esempio di prevedere eclissi con 5000 anni di anticipo e un margine d’errore minimo.
IL SISTEMA DI NUMERAZIONE DEI MAYA
Per capire e lasciarsi affascinare dalle grandiose abilità “profetiche” dei Maya, bisogna fare un salto indietro e capire il loro sistema di numerazione.
I Maya adottavano un sistema di numerazione a base vigesimale, posizionale e che comprendeva l’uso dello zero. I numeri erano rappresentati attraverso tre simboli:
· una conchiglia vuota rappresentava lo zero;
· il punto (Frijolito o Maisito, cioè un chicco di mais) corrispondeva al numero 1;
· la linea (Palito cioè una barretta di legno) corrispondeva al numero 5;
Le cifre venivano ordinate verticalmente: la cifra che rappresentava un valore più alto si trovava al livello grafico superiore. A volte le cifre venivano rappresentate come glifi a forma di faccia. Si pensa che questi glifi rappresentino la divinità associata al numero, anche se si tratta di un uso raro e testimoniato solo in alcune delle incisioni più elaborate. Tuttavia non bisogna dimenticare che per la civiltà maya la matematica faceva parte della sfera religiosa e rappresentava forme di conoscenza e di controllo delle energie sacre emanate principalmente dagli astri, considerate divinità o epifanie dell’essenza divina.
Per indicare un ordine numerico vuoto i Maya utilizzavano lo zero. Potevano rappresentarlo usando glifi diversi, solitamente a forma di conchiglia, ma anche con una spirale, con un guscio vuoto o un occhio socchiuso.
L’introduzione dello zero nel sistema di numerazione di questa civiltà sembra avere cause religiose: per i Maya infatti la numerazione scritta aveva una grande importanza dal punto di vista del computo del tempo, e i sacerdoti avevano bisogno dello zero come segnaposto nei loro calcoli legati all’astronomia e al calendario.
Per effettuare addizioni e sottrazioni i Maya usavano un particolare tipo di abaco, nel quale le cifre erano rappresentate per unità o per cinquine su una tabella (tablero). Addizione e sottrazione venivano effettuate combinando i diversi simboli:![]()
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CONTARE IL TEMPO CHE SCORRE
Una volta compreso il sistema di numerazione maya, è necessario osservare il sistema adottato da questa straordinaria civiltà per tenere il conto del tempo che scorre. La cronologia maya consisteva in un calendario molto elaborato, basato su cicli di durata diversa:
1. IL CICLO TZOLKIN
Questo ciclo era un calendario religioso basato su due cicli più brevi, uno di 13 giorni e un altro di 20. La combinazione di questi due cicli formava un ciclo di 260 giorni (13×20 = 260), il ciclo Tzolkin appunto. Ogni giorno entrambi i cicli avanzavano di uno. Il primo ciclo seguendo una sequenza numerata da 1 a 13, il secondo seguendo una sequenza di nomi come Ahau, Imix, Ik, Akbal, Kan e altri. Ne risultava la seguente sequenza: 1 Ahau, 2 Imix, 3 Ik, 4 Akbal, eccetera. Arrivati al 13 si riprendeva a contare da 1, ma la successione dei nomi, che erano in tutto 20, continuava. Allo stesso modo, terminata la serie dei nomi, si ripartiva dal primo, Ahau, senza azzerare la numerazione. I giorni con lo stesso nome e lo stesso numero si ripresentavano quindi dopo un intero ciclo Tzolkin, cioè ogni 260 giorni (essendo 260 il minimo comune multiplo tra 13 e 20).
2. IL CICLO HAAB
Si trattava di un calendario civile legato al ciclo delle stagioni della durata di 360 giorni. Il giorno era il k’in, 20 k’in costituivano un uinal e 18 di questi creavano l’haab, cioè l’anno di 360 giorni, più un 19° brevissimo uinal, di soli 5 giorni chiamati uayeb. I 18 uinal avevano ciascuno il proprio nome, così come i 20 kin, e ognuno era indicato con un proprio glifo. Le date del ciclo Haab e quelle del ciclo Tzolkin ritornavano a corrispondere tra loro ogni 52 cicli Haab. 52 anni era infatti la durata di un secolo e 20 anni di 360 giorni rappresentavano un K’atun, ciclo destinato a ripetersi senza variazioni significative, ed è proprio il k’atun ad essere rappresentato nelle steli che sono erette nelle città più importanti all’inizio o al termine di un ciclo significativo di 20 anni.
3. IL LUNGO COMPUTO
Il lungo computo indicava il numero di giorni dall’inizio dell’era maya. Non era solito numerare gli anni del ciclo Tzolkin, né quelli del ciclo Haab. Si usava però il lungo computo come numerazione progressiva dei giorni in un sistema di numerazione posizionle misto in base 13, 18 e 20. Precisamente si trattava di un numero di cinque “cifre”: la prima (quella delle “unità”) in base 20, la seconda (le “decine”) in base 18, la terza e la quarta di nuovo in base 20, la quinta in base 13. Queste “cifre” si scrivono da sinistra a destra, come per i numeri arabi.
Il ciclo completo del Lungo computo era quindi di 20×18×20×20×13 = 1872000 giorni (circa 5125 anni). Secondo i maya, ciascun ciclo del lungo computo corrisponde ad un’era del mondo; il passaggio da un’era all’altra è segnata dunque da un cambiamento preceduto da eventi più o meno significativi. Il ciclo attualmente in corso, è iniziato il 11 agosto 3114 a.C. ed è molto vicino al termine; il nuovo ciclo inizierà il 21 dicembre 2012.

Il complesso sistema di numerazione della civiltà maya nonché il loro sofisticato calendario ci fanno capire, quindi, l’importanza e la precisione del calcolo matematico presso questo popolo. Le abilità matematiche dei Maya vengono spesso dimenticate per lasciare spazio alla paura della presunta fine del mondo che, si dice, avverrà il 21 dicembre 2012.
Secondo il calendario maya questa data indica solamente l’inizio di un nuovo ciclo temporale, in concomitanza del quale dovrebbe avvenire un evento, un cambiamento fondamentale, sia esso positivo o negativo. Gli studi attuali mostrano come proprio in questa data avverranno importanti cambiamenti astronomici (per citarne alcuni: allineamento del sole con il centro galattico, termine di un ciclo completo di rotazione terrestre, tempeste solari).
Non c’è da stupirsi, dopotutto i Maya furono in grado di prevedere l’eclisse solare del 1999, avvenuta con soli 33 secondi di ritardo rispetto a quanto previsto 5000 anni prima da questo popolo! Nessuna magia, nessuna fine del mondo: solo una precisa, straordinaria e complessa abilità nel calcolo matematico.
Marta Bracciale
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VIGESIMALE = tipo di numerazione avente per base il numero 20.
POSIZIONALE = sistema di numerazione dove i simboli usati per scrivere i numeri assumono valori diversi a seconda della posizione che occupano.
GLIFO = dal greco “incidere”, indica un qualsiasi segno, inciso o dipinto.
ZERO = cifra usata nei sistemi di numerazione posizionali per saltare una posizione e dare il valore appropriato alle cifre che la precedono o la seguono. Significa anche niente o nullo.
MINIMO COMUNE MULTIPLO = dati due numeri a e b, è il più piccolo intero positivo che è multiplo sia di a che di b.
NUMERI ARABI = sistema di rappresentazione simbolica più comune al mondo. I segni che lo rappresentano, in associazione all’alfabeto latino, sono 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9.
CENTRO GALATTICO = noto anche come centro della Via Lattea, è il centro rotazionale della nostra galassia e si trova circa a 26000 ± 1400 anni luce dalla Terra.




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