Il Telescopio spaziale AGILE ha individuato, per la prima volta, l’emissione di raggi gamma prodotta da venti di collisione di un sistema stellare binario (ossia, un sistema costituito da due stelle in orbita l’una intorno all’altra).

Quando le immense masse di gas, generate dai questi sistemi binari, si scontrano tra loro, avviene l’emissione di radiazioni gamma, tale fenomeno è stato, fino ad ora, solamente ipotizzato ma mai osservato e questo fa capire l’importanza di questa scoperta.

Il sistema binario in cui si è osservato il fenomeno è la regione di ETA CARINAE che, con una massa 100 volte il nostro sole, rappresenta la stella più grande della nostra galassia.
Questo “gigante” è avvolto da un forte vento stellare costituito da un flusso di gas neutro, il quale, scontrandosi alla velocità di migliaia di chilometri al secondo con quello della sua stella compagna, provoca l’emissione di raggi gamma.

Eta Carinae

Il telescopio spaziale AGILE, lanciato dalla base Indiana di Sriharikata il 23 aprile 2007, festeggia il suo secondo anno di vita con questa grande scoperta, che verrà presto pubblicata sulla rivista The Astrophysical Journal Letters.

AGILE (Astro rivelatore gamma a immagini leggero) è una missione dell’ASI (Agenzia Spaziale Italiana), progettato dall’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica), in collaborazione con l’INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare), il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e con numerosi istituti universitari italiani. E’ stato interamente costruito in Italia dagli istituti scientifici e da un consorzio industriale formato da piccole e medie imprese, che comprende tra l’altro, la Carlo Gavazzi Space, la Rheinmetall Italia, la Thales Alenia Space e la Telespazio.

Questo telescopio rappresenta, per l’astrofisica gamma, lo strumento più compatto e leggero mai realizzato fino ad ora: è costituito da un cubo di circa 65 cm di lato, nel quale si trovano quattro rivelatori diversi, con una massa complessiva all’incirca di 100Kg.
Caratteristica unica di Agile è la sua capacità di rivelazione simultanea, sia dei raggi X, sia dei raggi gamma, ottenuta con una strumentazione basata su rivelatori al silicio di minimo ingombro. L’intero satellite pesa circa 350kg, un record per questo tipo di satellite scientifico.
AGILE è anche il primo satellite per l’Astrofisica gamma a disporre di un campo visivo cosi grande (circa 1/5 del cielo).

Gli stessi rilevatori, costruiti interamente in Italia, sono stati richiesti da altre agenzie spaziali, tra qui la NASA.

Il telescopio spaziale A.G.I.L.E.

Confrontando AGILE con i telescopi di generazione precedente (ad es. Egret) si possono intuire meglio i notevoli vantaggi di questo piccolo telescopio: nove mesi, contro nove anni per una mappatura completa; 100Kg, contro due tonnellate di massa; 100-120 gradi di ampiezza di campo, contro i 40-50 di Egret.

Fino ad ora, AGILE, ha compiuto più di 10 mila orbite intorno alla terra regalando varie soddisfazioni:
Con un dettaglio mai raggiunto prima, ha realizzato la mappa completa del cielo osservato nella radiazione gamma; ha studiato il centro della nostra galassia (regione ricca di potenziali sorgenti ad alta energia); ha rilevato, da parte di stelle di neutroni e sorgenti galattiche, fenomeni di emissione X “spasmodica”, soggetti a cambiamenti molto rapidi (1-2 giorni di durata) non spiegabili con i modelli teorici attuali.

AGILE ha compiuto anche osservazioni di pulsar (stelle di neutroni in rapida rotazione intorno al loro asse) che hanno permesso di registrare, con grande accuratezza, le periodiche variazioni nel tempo delle loro emissioni di raggi gamma, con periodi addirittura di pochi millisecondi.

Sono stati rilevati anche molti lampi di raggi gamma (Gamma Ray Burst, GRB), prodotti da esplosioni di stelle lontane, come pure, del tutto inaspettatamente, “flash” gamma terrestri mai osservati prima, provocati da lampi molto forti sviluppatisi sulle foreste tropicali, «un campo di studio molto eccitante e nuovo», come lo ha definito Marco Tavani, responsabile scientifico di Agile.

Per saperne di più:  http://agile.rm.iasf.cnr.it/